Next-Generation non vuole dire solo grafica super e realizzazione tecnica da urlo, ma anche il rinnovamento di alcuni genere da troppi anni ancorati ai propri canoni. Nel caso delle avventure horror, in particolare, un nome su tutti è sul punto di tornare per scuotere le fondamenta del nostro essere. Si tratta di Alone in the Dark che, approdato in casa Eden Games, si prepara a staccarsi dalla linea guida, che da sempre accompagna la serie, per stupirci con una marea di agghiaccianti novità.
L'unico elemento che non è cambiato rispetto ai precedenti capitoli di Alone in the Dark è Edward Carnaby, protagonista storico della serie, per la prima volta visto in chiave moderna (il gioco sarà ambientato nel 2006). Da notare il livello di dettaglio del volto. A seconda dei colpi che riceverà nel corso della storia, il visto poligonale si ricoprirà di ferite di vario genere.

L'interazione con l'ambiente circostante sarà davvero incredibile. Potremo sfruttare i cavi elettrici attaccati al muro come armi o come liane improvvisate.

La prima cosa che i programmatori del team hanno voluto cambiare rispetto al passato è stata l'ambientazione. Stanchi delle solite pareti strette e claustrofobiche, i ragazzi di Eden Games hanno cambiato totalmente rotta, optando per l'inquietante e incredibile Central Park. Sebbene la storia inizi all'interno di un edificio ai limiti del parco, infatti, ci vedremo presto letteralmente catapultati in quel luogo tanto rilassante di giorno quanto infido e insidioso di notte.
Dopo una prima, breve, esplorazione dell'edificio, ci troveremo a contemplare il Central Park in tutta la sua estensione, dall'alto di un grattacielo.

Sarà proprio in quel momento che tutte le nostre sicurezze, rappresentate dalle solide pareti del palazzo che ci ospita, crolleranno per misteriosi motivi soprannaturali, lasciandoci appesi sul baratro. E qui avrò inizio la nostra avventura.

Al momento alcune animazioni sono ancora da rivedere. I programmatori vogliono eliminare la sensazione di "pattinamento" dei personaggi durante la corsa.
Per aumentare ulteriormente l'immedesimazione, i programmatori hanno eliminato qualsiasi tipo di menu, optando per un'interfaccia intuitiva e completamente libera da scritte esterne. L'inventario, per esempio, sarà gestito in modo semplice, ma efficacissimo. Quando premeremo il tasto apposito, il protagonista abbasserà lo sguardo per controllare le tasche all'interno della sua giacca, mostrando ogni oggetto in nostro possesso.
Ma quale sarà, in definitiva, l'elemento che più di tutti distinguerà Alone in the Dark dagli altri giochi? Difficile da credere ma sarà proprio la narrazione a fare la differenza. Non i combattimenti (che comunque, a detta dei programmatori, saranno davvero originali) o il sistema di controllo, ma il modo stesso in cui verrà divisa l'avventura. Per evitare i classici cali di tensione tipici dei giochi lineari e dalla trama troppo lunga, i programmatori hanno pensato di prendere spunto dalla divisione a episodi della serie TV. In questo modo sarò possibile dividere il titolo in tante micro-sezioni ricche di interesse.
I programmatori stanno realizzando una serie di trailer che, al termine di un episodio, mostreranno alcune anticipazioni di cosa accadrà nella puntata successiva, per mantenere alta la curiosità e l'interesse.

Come accade nei telefilm più riusciti, i vari episodi si concluderanno lasciando a metà alcune delle scene più coinvolgenti, per spingere il giocatore a continuare la partita.

Fra gli elementi tecnici del gioco, quello riuscito meglio secondo i programmatori è il fuoco. La gestione delle fiamme è così convincente da lasciare a bocca aperta e, a quanto pare, il fuoco sarà uno dei migliori alleati del buon vecchio Edward. Potremo dare fuoco a qualsiasi superficie infiammabile, a patto di avere qualcosa con cui farlo!
Le fiamme potranno servire per illuminare il nostro cammino, per scoprire passaggi nascosti, per allontanare o uccidere le malefiche creature in cui ci imbatteremo o, quando non saremo noi a generarle, anche per ostacolarci!

Oltre alla splendida illuminazione dinamica generata dalle fiamme, anche gli effetti di distorsione dovuti al calore che esse sprigioneranno sembrano già molto convincenti.
Come può un semplice parco creare la giusta tensione nei fan delle avventure horror? Se ci pensate bene, la possibilità di essere attaccati in qualsiasi momento dalle creature misteriose che popoleranno il Central Park, senza sapere nemmeno da dove potrebbero arrivare, basterà per mantenere la tensione costantemente alle stelle. A questo si aggiungono le numerose strutture presenti nell'enorme parco tutte fedelmente riprodotte dai programmatori: un museo, lo zoo, i laghetti, i cambi da baseball e da basket... e perfino un castello! Pensate ancora che un semplice parco non basti?



